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Nicola Calisesi (SimpleNetworks): "Un grande polo dell'innovazione per mettere in rete gli imprenditori"

Nicola Calisesi (SimpleNetworks)

SimpleNetworks è una realtà che negli ultimi anni non ha mai smesso di crescere. Nicola, puoi dirci qualcosa di più sulla tua azienda?

“Dal 2010 ci occupiamo di sviluppo di progetti legati al web e dello sviluppo di software con una clientela estremamente eterogenea. SimpleNetworks ha sede a Santarcangelo ed oggi è composta da una quindicina di professionisti che operano nel campo della digital innovation, proponendo soluzioni semplici a problemi complessi”.

Quanto conta la passione in quello che fai ogni giorno?

“La passione è l’ingrediente principale per la nascita e per la #crescita di un’azienda. SimpleNetworks prende le mosse dalla passione del sottoscritto, che è ingegnere informatico, e dei mie due soci, anche loro ingegneri, con i quali ho condiviso i banchi di scuola: da lì siamo partiti per lanciare il nostro progetto, che non avrebbe mai potuto prendere forma senza una visione comune alla base”.

E’ possibile creare sinergie in un universo lavorativo complesso come quello del web e dell’informatica?

“Certo che è possibile ed è proprio quello che abbiamo cercato di fare in questi anni. Rapporti e relazioni hanno un’importanza strategica per noi e per l’intero settore. In SimpleNetworks siamo in #connessione con un’ampia cerchia di partner: ad una prima occhiata potrebbe sembrare che svolgiamo attività similari, ma in realtà il mondo dello sviluppo software è talmente ampio che le possibilità di collaborazione sono infinite”.

SimpleNetworks non ne vuole sapere di stare ferma. E’ vero che state progettando di espandervi?

“Esatto. Stiamo cercando una nuova sede per i nostri uffici, in quanto quella attuale ormai ci va ‘stretta’. Ma non è tutto. Tra i nostri obiettivi c’è la creazione di un grande polo dell’#innovazione a Rimini. E’ un progetto molto ambizioso, ma con il quale ci piacerebbe mettere in rete aziende che hanno voglia di dare vita a sinergie utili non solo al business, ma anche all’intero territorio. Ci stiamo lavorando e, a breve, ci saranno delle novità ufficiali”.

Vuoi potenziare le tue
capacità mentali e di fare?

Lorenzo Muccioli

Lorenzo Muccioli

Giornalista e Blogger

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Il mondo del lavoro va verso l’automazione: meglio investire sulla formazione tecnica o sulle relazioni personali?

Intorno agli anni ‘20 l’University of Chicago e la United YMCA Schools condussero una ricerca per stabilire che cosa volessero studiare gli adulti. L’inchiesta venne a costare 25 mila dollari e due anni di lavoro. Un’analisi di dati vecchio stile, oggi si direbbe analisi di big data e si farebbe in poche settimane. 

Questa indagine rivelò che la prima cosa che interessava di più alla popolazione adulta americana era la salute.
Al secondo posto c’era “la gente”: comprendere la gente, come starci insieme, come indurla a diventare simile a te. 

Sono passati 100 anni e sembra proprio che nulla sia cambiato.
Perché?
Provo a rispondere a questa domanda con l’umiltà dell’ultima arrivata.

Da sempre, ogni volta che un bambino viene al mondo, sappiamo già che subirà condizionamenti sociali ed educativi strettamente dipendenti dal suo luogo di nascita.

Creerà amicizie e le prime relazioni in un contesto sociale e temporale caratterizzato da schemi, limiti e regole che si andranno a scontrare con le sue paure, i suoi desideri e le sue più folli ambizioni. 

Anche nelle relazioni umane in famiglia, nel lavoro, nella rete di contatti in generale.

Viviamo in società interconnesse che attraversano epoche economiche differenti e relativi #SCHEMI RELAZIONALI. Schemi relazionali che si contraddistinguono per livelli di diffidenza e empatia spesso diametralmente opposti tra loro. 

Intanto ogni giorno ci continuiamo a formare per migliorare la nostra preparazione tecnica
Spesso risulta più facile e nel nostro controllo. 

Le relazioni non sono altrettanto semplici.

Ma serve proprio concentrarsi sulla preparazione tecnica in vista di quello che accadrà con l’automazione?

Una ricerca di qualche anno fa della Carnegie Foundation ha evidenziato un fatto fondamentale: il successo finanziario è dovuto per il 15% da solide conoscenze di settore e per l’85% da #DOTI UMANE come la personalità e la capacità di farsi seguire dalla “gente”.

Siamo quello per cui lavoriamo incessantemente. Se lavoriamo per il ruolo rischiamo di diventarlo, ma quando questo non sarà più necessario nella società moderna cosa rimarrà dell’uomo?

Se lavoriamo per la tecnica rischiamo di essere strumento del successo di altri, ma quando diventiamo attori della nostra evoluzione personale?

Vuoi potenziare le tue
capacità mentali e di fare?

Se abbiamo un sogno e lo pensiamo in grande, ma poi non lavoriamo sulle nostre caratteristiche a livello umano, di quel sogno cosa rimarrà? 

Se vogliamo realizzarci e avere successo è fondamentale partire dalle #COMPETENZE UMANE, in modo da portare le nostre capacità relazionali a diventare il motore di ogni cosa.

Lorenzo Muccioli

Lorenzo Muccioli

Giornalista e Blogger

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Nicola Calisesi (SimpleNetworks): “Un grande polo dell’innovazione per mettere in rete gli imprenditori”

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Il mondo del lavoro va verso l’automazione: meglio investire sulla formazione tecnica o sulle relazioni personali?

Intorno agli anni ‘20 l’University of Chicago e la United YMCA Schools condussero una ricerca per stabilire che cosa volessero studiare gli adulti. L’inchiesta venne a costare 25 mila dollari e due anni di lavoro. Un’analisi di dati vecchio stile, oggi si direbbe analisi di big data e si farebbe in poche settimane. 

Questa indagine rivelò che la prima cosa che interessava di più alla popolazione adulta americana era la salute.
Al secondo posto c’era “la gente”: comprendere la gente, come starci insieme, come indurla a diventare simile a te. 

Sono passati 100 anni e sembra proprio che nulla sia cambiato.
Perché?
Provo a rispondere a questa domanda con l’umiltà dell’ultima arrivata.

Da sempre, ogni volta che un bambino viene al mondo, sappiamo già che subirà condizionamenti sociali ed educativi strettamente dipendenti dal suo luogo di nascita.

Creerà amicizie e le prime relazioni in un contesto sociale e temporale caratterizzato da schemi, limiti e regole che si andranno a scontrare con le sue paure, i suoi desideri e le sue più folli ambizioni. 

Anche nelle relazioni umane in famiglia, nel lavoro, nella rete di contatti in generale.

Viviamo in società interconnesse che attraversano epoche economiche differenti e relativi #SCHEMI RELAZIONALI. Schemi relazionali che si contraddistinguono per livelli di diffidenza e empatia spesso diametralmente opposti tra loro. 

Intanto ogni giorno ci continuiamo a formare per migliorare la nostra preparazione tecnica
Spesso risulta più facile e nel nostro controllo. 

Le relazioni non sono altrettanto semplici.

Ma serve proprio concentrarsi sulla preparazione tecnica in vista di quello che accadrà con l’automazione?

Una ricerca di qualche anno fa della Carnegie Foundation ha evidenziato un fatto fondamentale: il successo finanziario è dovuto per il 15% da solide conoscenze di settore e per l’85% da #DOTI UMANE come la personalità e la capacità di farsi seguire dalla “gente”.

Siamo quello per cui lavoriamo incessantemente. Se lavoriamo per il ruolo rischiamo di diventarlo, ma quando questo non sarà più necessario nella società moderna cosa rimarrà dell’uomo?

Se lavoriamo per la tecnica rischiamo di essere strumento del successo di altri, ma quando diventiamo attori della nostra evoluzione personale?

Vuoi potenziare le tue
capacità mentali e di fare?

Se abbiamo un sogno e lo pensiamo in grande, ma poi non lavoriamo sulle nostre caratteristiche a livello umano, di quel sogno cosa rimarrà? 

Se vogliamo realizzarci e avere successo è fondamentale partire dalle #COMPETENZE UMANE, in modo da portare le nostre capacità relazionali a diventare il motore di ogni cosa.

Lorenzo Muccioli

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